Tema 3: Scuola – Intervista multipla ai candidati Progetto #ELEzioni

Montaggio Video: Giulio C. Ladini

 SCUOLA

Domanda di ProgettiAmo Trieste: La sfida sulla formazione (continua) è ormai sempre più spiccata: come possiamo ottimizzare la nostra specialità regionale per creare un processo formativo flessibile e altamente competitivo?

 

Ecco le risposte integrali che ci hanno fornito.

 

ALESSANDRO FRALEONI MORGERA – MOVIMENTO 5 STELLE

Abbiamo una specialità regionale che ci consentirebbe di incamerare il settore formazione e scuola all’interno dell’autonomia della regione. Certamente questo è uno dei nostri obiettivi, certamente la casa non si costruisce dal tetto, bisogna costruirla sulle fondamenta e le fondamenta sono i bambini per andare a scuola. Abbiamo una regione che soffre gravissimamente di denatalità: dobbiamo riuscire a riportare i giovani a fare figli in regione. Come possiamo fare? Sappiamo che uno dei grandi problemi è la carenza di asili nido, per cui la regione a 5 Stelle incentiverà asili nido pubblici e anche aziendali, per poter permettere alle mamme di andare a lavorare in serenità, senza l’angoscia di dire: “Mamma mia, devo uscire alle 4 perché poi mi mettono il bambino fuori dall’asilo!”, e per poter dare a tutte le coppie una possibilità di una progettualità di vita che non incida sul bilancio, perché oggi giorno sappiamo bene che entrambi i genitori hanno lavori precari e sono sottopagati. E poi dobbiamo aiutare le giovani coppie anche da un altro punto di vista che è quello della tutela degli anziani: sappiamo che spesso i genitori possono aiutare le giovani coppie, ma anche che spesso sono gli anziani che si ammalano di malattie croniche, che richiedono cure continue, assistenza domiciliare e spesso anche trattamenti sanitari piuttosto costosi. In questo senso ci adopereremo per abbattere le rette delle case di cura, dare incentivi e supporti a chi deve assumere in casa badanti o infermiere professionali. In questo modo pensiamo di voler sostenere la formazione di famiglia e quindi finalmente recuperare natalità in Friuli Venezia Giulia per avere dei bambini da formare. E poi, per quanto riguarda il tipo di formazione, certamente oggi le aziende ci richiedono una formazione dedicata sulle materie tecniche, che stanno un po’ svanendo. Questo è qualcosa che noi abbiamo nei nostri obiettivi, altrettanto evidentemente le aziende devono cominciare a ragionare alla presenza di persone altamente specializzate al loro interno come a un investimento e non come a un costo, e quindi bisognerà ragionare anche con le aziende in termini di una crescita dei salari delle persone che ricoprono ruoli strategici. Perché è chiaro che se noi offriamo a un ingegnere neolaureato 1.100-1200€ al mese netti, e in Austria in un’azienda che offre lo stesso tipo di lavoro offre a queste categorie 1.500-1.800-2.000€ netti, è chiaro che le persone andranno là a lavorare e qui ci sarà carenza di ingegneri.

 

SERGIO BOLZONELLO – CENTRO-SINISTRA

La regionalizzazione della scuola è una delle cose fondamentali. È evidente che noi abbiamo la necessità, sul modello Trentino, di portarci la scuola al nostro interno. Questo deve servire per due ordini di idee: uno pratico, quasi burocratico, quello di dare certezze all’inizio di ogni anno scolastico a tutte le classi. Tutti siamo stati o genitori o nonni e sappiamo qual è la problematica… ma questa è la parte burocratica. Poi dall’altra parte di futuro, la parte che guarda al domani e che è quella dell’investire sul mondo della scuola attraverso una capacità di accompagnare i nostri bambini dall’asilo nido all’università, perché attraverso la scuola leggiamo tutti i fenomeni sociali. Leggiamo per esempio i servizi all’infanzia, i servizi alla famiglia, il trasporto pubblico, piuttosto che… e dall’altra parte intercettiamo tutta quella che è la partita legata al lavoro che inizia già alle secondarie, alle medie, che quindi iniziano ad orientare i ragazzi con una serie di informazioni e di formazioni, poi passa alle superiori… e alle superiori sappiamo perfettamente che al ragazzo van date opportunità: opportunità di scelta, opportunità di indirizzo e nello stesso tempo all’impresa va messo in capo anche quella possibilità di accompagnare, attraverso il sistema scolastico, la preparazione delle future classi dirigenti –e dove per classi dirigenti non metto ovviamente i manager, ma metto chi guida tutti i processi: da quelli di fabbrica a quelli di progettazione dell’innovazione, attraverso tutti i passaggi. E quindi un sistema della scuola che diventa centrale rispetto a qualunque cosa.

 

PIERPAOLO ROBERTI – CENTRO-DESTRA (In mancanza del candidato presidente Massimiliano Fedriga)

Qui gli aspetti sono due: la specialità del Friuli Venezia Giulia intanto non dev’essere una specialità solo sulla carta. Non esiste specialità senza fondi e senza risorse. Sappiamo che in questi anni purtroppo i vari patti che sono stati firmati con il governo centrale hanno indebolito dal punto di vista economico la regione Friuli Venezia Giulia, quindi intanto bisogna andare a ridiscutere quelli per poter avere ancora più risorse a disposizione da poter spendere in formazione e poterle spendere meglio in formazione. Troppo spesso abbiamo sentito di corsi, di riqualificazione, di formazione sul personale, sul disoccupato, sullo studente finalizzati non tanto alla riqualificazione professionale della persona, quanto al dare il posto di lavoro all’insegnante. Noi dobbiamo mettere mano su questo: dobbiamo collaborare maggiormente con il tessuto industriale ed economico del Friuli Venezia Giulia, per fare in modo di formare delle persone non in base alla disponibilità degli insegnanti, ma in base alle necessità del tessuto economico.

 

SERGIO CECOTTI – AUTONOMISTI

Noi chiediamo che la scuola diventi una competenza primaria della nostra regione con la possibilità per la Regione non solo di fare leggi in termini di ordinamenti, ma anche in termini di programma, di tipo di insegnamenti e di modalità con cui la scuola si relaziona con il territorio, con il mondo del lavoro, delle imprese, ma anche con le esigenze di tipo culturale e ambientale del resto del territorio. Se la Regione avesse questo potere sulla scuola, come noi pretenderemmo se fossimo al governo, credo che la formazione continua, nel senso di una formazione che si adegua tempo per tempo a quelle che sono le esigenze del territorio, del suo sistema economico e del suo sistema culturale, diventerebbe una realtà. Altrimenti restiamo ancorati a un carro della scuola italiana, che arranca in maniera burocratica come tante cose in Italia.

 

 

2018-05-03T14:59:09+00:00

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