La vicenda Flixbus (forse) si è conclusa

La telenovela che giunge fino ai giorni nostri sulla vicenda Flixbus inizia a febbraio: il decreto Milleproroghe incassa la fiducia anche alla Camera e quindi diventa legge senza che il testo venga modificato. Restano validi sia l’emendamento Lanzillotta su taxi ed Ncc, su cui però il governo si è impegnato ad intervenire nel giro di un mese siglando il protocollo coi tassisti, sia quello che blocca l’attività di Flixbus, la società italo-tedesca che gestisce i bus low cost.

Il pressing dei deputati, di maggioranza (il pd Boccadutri e Mazziotti di Ci) e di opposizione (Capezzone di Direzione Italia), convince il governo a fare marcia indietro: “Il governo ci da ragione – annuncia il relatore al Milleproroghe Andrea Mazziotti di Civicie Innovatori –. Sarà superata la grave forzatura fatta al Senato”. “In questi giorni – spiega il presidente della Commissione Affari Costituzionali – si è parlato molto della protesta dei tassisti e meno della norma anti Flixbus che voleva cancellare il diritto di tanti consumatori a viaggiare su autobus lowcost. Ho chiesto al governo di cancellare questa norma e il governo ci ha dato ragione: sarà abrogata al primo provvedimento utile”.

Eravamo in procinto di schierarci come #ProgettiAmoTrieste a sostegno della petizione per chiedere il ritiro di quell’emendamento contro il libero esercizio dell’attività di #FlixBus e altre varie compagnie low cost.
Ci siamo sentiti quindi in dovere di vigilare contro un sopruso che sarebbe stato imperdonabile nei confronti di una generazione che, grazie alle innovazioni consentite dalla libera concorrenza, godono di maggior equità e di un accresciuto diritto alla mobilità. Non abbiamo abbassato la guardia: purtroppo qualche mese fa è diventata legge nella “manovrina” la norma che di fatto impedisce a FlixBus di operare in Italia . Sono stati infatti ripristinati i limiti previsti dal ormai noto Milleproroghe: solo i raggruppamenti di impresa in cui la capogruppo abbia il trasporto come attività principale sono autorizzati a operare nell’ambito dei servizi di linea interregionali.
Di fatto ciò limita la libertà di iniziativa economica di #FlixBus che è una realtà presente in tutta Europa e gestisce piattaforme online, appoggiandosi a compagnie locali per il trasporto di passeggeri.

Abbiamo ritenuto fosse una decisione liberticida e ci siamo impegnati difendere il diritto alla mobilità e alla libera concorrenza, per evitare che si consumasse l’ennesimo tradimento nei confronti della nostra generazione, segmento sociale più interessato negativamente da queste norme di stampo illiberali.

Così siamo arrivati ai nostri giorni, con una (si spera) definitiva lieta notizia: in seno alla discussione sul Decreto Legge Mezzogiorno al Senato sono passati 2 emendamenti della maggioranza che ripristinano la situazione pre-Milleproroghe, salvando la libera attività di Flixbus in Italia.

Speriamo che questa soap-opera sia finalmente conclusa, consumatasi per mesi sulla pelle soprattutto dei giovani italiani, principali fruitori del servizio della compagnia europea di trasporti.

2017-08-01T17:50:57+00:00